E' uscito su Avvenire, scritto da Alessandra Turchetti un articolo sul Prof. Biava

Si sente spesso parlare di cellule staminali: immaginiamole come le “particelle” primitive del nostro organismo, quelle ancora prive di una funzione specifica. In una situazione normale, queste cellule si “differenziano” dalle altre e danno origine ai vari tessuti.

Ma può verificarsi qualcosa che blocca questo processo e fa sì che le cellule staminali, anziché differenziarsi, continuino a moltiplicarsi in modo incontrollato. Da cellule “buone” si trasformano in tumorali e sono responsabili della malignità della malattia, delle metastasi e dell’eventuale recidività nel corso del tempo.

L’omeopatia si inserisce nei più avanzati sviluppi dell’evoluzione del pensiero umano portando un bagaglio bicentenario di esperienze e di operatività. Non basta stare “al letto del paziente”, ciascuno nel proprio studio professionale: per quanto sia utile ed importante la cura, non basta. Oggi bisogna partecipare di più e meglio alla diffusione del pensiero e del metodo omeopatico, come l’ho definito si tratta dell’altra faccia della medicina. I simili e i contrari, tutti e due i metodi funzionano ma è scandaloso a dir poco che i simili siano messi in opera e teoricamente sviluppati da una ultraesigua minoranza.

Nella vorticosa danza della vita odierna l’essere umano ha la necessità di vivere un tempo che lo affranchi dall’angina temporis suscitata dallo “sguardo all’orologio” e dal “tempo reale” (!) dettato dalla tecnologia che genera e usa campi elettromagnetici: ha bisogno di un Tempo che trasformi il tempo.

Questo Tempo speciale lo possiamo intuire percependo, in situazione fisiologicamente corretta, i battiti del cuore che si accordano con il ritmo del respiro: è, questa, la musica che compone il Tempo della Vita dell’uomo nella sua ritmica processualità interiore. Da questa interiorità viene scandita, attraverso i  ritmi della parola, l‘espressione del pensiero e degli stati d’animo che accordandosi tra loro divengono concetti e flussi portatori della logica partecipata, e spesso sofferta, dell’uomo che si evolve.

Organizzate giornate di confronto a Milano - Roma - Budapest

Prima giornata: Milano, 7 novembre presso l'Auditorium GUNA di Via Vanvitelli 6 - 20129 Milano

La seconda facoltà di Medicina dell'Università di Torino, insieme all'Ospedale San Luigi Gonzaga all'Aress, inaugura il primo osservatorio italiano sulle medicine non convenzionali, un progetto ambizioso, che vuole fare chiarezza in questo mondo in espansione inarrestabile del quale partecipa oltre il 23 per cento degli italiani ...